Donne che comprano fiori: un secondo viaggio

Donne che comprano fiori
Ci sono libri che si lasciano andare. Si chiudono, si ripongono nello scaffale, e per un po’ stanno lì, quieti. Poi un giorno, senza un motivo preciso, o forse sì, si sente quel bisogno di riprenderli tra le mani.

È successo così con Donne che comprano fiori di Vanessa Montfort.

La prima volta l’ho letto qualche anno fa. Il modo in cui la storia di Marina, una donna che dopo la perdita del marito si ritrova a lavorare in un negozio di fiori senza sapere nulla di fiori, mi aveva accompagnata come una compagnia silenziosa. Una lettura che procedeva piano, che ti faceva fermare su certe frasi come ci si ferma davanti a un fiore che non si è mai visto prima.

Adesso, dopo anni, ho sentito il desiderio di riaprirlo. Come si torna in un posto amato: non per scoprirlo di nuovo, ma per riconoscerlo.

Le parole di Olivia

La prima volta avevo seguito il percorso di Marina con curiosità, quasi da fuori. Questa volta sono entrata dentro.

Ho notato cose che mi erano sfuggite. Le parole di Olivia, la proprietaria del negozio, che sembrano semplici consigli su come curare un mazzo e invece sono modi per curare se stessi. I gesti delle altre donne (Victoria, Casandra, Aurora, Galatea) che si intrecciano a quelli di Marina tra un drink e una confidenza, come steli di un unico mazzo.

Al timone, da sola

E poi il viaggio. La traversata solitaria di Marina sul Peter Pan, la barca a vela del marito, con il terrore del mare e il bisogno di ritrovare il timone della propria vita. Lei che per troppo tempo era rimasta seduta nella poltrona del co-pilota, lasciando che fosse lui a decidere la rotta. Adesso, su quella barca, è lei la comandante.

La prima volta avevo letto questo viaggio come un’avventura. Questa volta l’ho letto come una rinascita.

Ogni fiore è uno specchio

E infine ci sono loro: i fiori.

Ogni fiore, nel libro, è uno specchio. È un modo di dire ciò che le parole non riescono a dire. Olivia sa leggerli, sa vedere quale fiore rispecchia il modo di essere di ogni donna in quel momento. E Marina, che all’inizio non sapeva nulla di fiori, impara piano a riconoscerli, non solo per nome, ma per ciò che dicono di chi li sceglie.

Dettagli opera: Gratitudine - Tulipani rossi
Dettagli opera: Gratitudine – Tulipani rossi

Forse è per questo che ho sentito il bisogno di rileggerlo. Non perché avessi dimenticato la trama, ma perché certe verità nei libri funzionano come i colori sulla carta: la prima volta li guardi, la seconda li senti.

Alcuni libri non finiscono davvero quando chiudi l’ultima pagina. Restano in attesa di te. Di quando sarai pronta a leggerli di nuovo.