L’Incanto – Nuove Visioni

Istanti sospesi tra forme e colori

Certe esperienze non si raccontano subito. Prima vanno vissute fino in fondo.

Quattro giorni alla Chiesa dei Battuti di Montelupo Albese mi hanno regalato molto più di quanto potessi aspettarmi. Tra le sue mura antiche, le opere sono state accolte da uno spazio che già di per sé trasmette bellezza.

Istanti sospesi tra forme e colori, questo era il sottotitolo della mostra. E così è stato, davvero. Ho potuto osservare gli sguardi di chi si fermava a guardare, notare le pause di chi riconosceva qualcosa di familiare nelle forme e nei colori che ho deciso di condividere. Ogni opera ha trovato la sua strada verso il cuore di chi l’ha osservata.

Quando l’arte diventa dono

Un pensiero speciale va a chi ha scelto una delle mie opere per fare un regalo. C’è qualcosa di magico nel pensare che una mia opera possa trasportare emozioni, diventando ponte tra due cuori.

Lo stesso vale per chi ha portato a casa i miei segnalibri, accompagnati dalle buste porta-segnalibri che realizzo artigianalmente con carta kraft marrone da 170 gr/mq, come avrete letto anche in passato su questo blog. Quelle buste le ho preparate una ad una, decorandole con cura, sapendo che ogni singolo esemplare sarebbe arrivato a chi avrebbe continuato a leggere, a sognare, a segnare le proprie pagine favorite con un tocco di natura e colore.

Un grazie sincero

Grazie a chi è entrato, si è fermato e ha guardato davvero. Il vostro silenzio rispettoso, le vostre domande, i vostri sorrisi, tutto è stato parte di questa esperienza.

Un ringraziamento speciale va a Resté e al Comune di Montelupo Albese per aver reso possibile tutto questo, per aver creduto nell’arte come strumento di incontro e bellezza condivisa nelle Langhe. Senza il loro sostegno, questa mostra non avrebbe preso vita.

«Scoprirai il significato della bellezza crescendo, vivendo il presente di ogni momento, perché in ogni momento troverai la bellezza.»

Queste parole, che ho scelto come chiusura del percorso, risuonano ora con ancora più forza. Perché in quei quattro giorni ho davvero vissuto la bellezza, non solo nelle opere esposte, ma negli incontri, negli sguardi, nella comunità che si è riunita intorno all’arte.